Progetto Arance Calabresi

2013-11-11 19.08.05

 

PREMESSA
Questo progetto allo stato dell’arte non è più un “semplice” acquisto collettivo. Per l’impegno notevole di alcuni è diventato altro.

 

 

BREVE STORIA

L’interesse dei GAS romani per le arance del produttore Iemma inizia nel 2007.
Il GAS CamBioLogica di Acilia viene contattato dalle suore della diocesi di Locri, impegnate nelle attività sociali con monsignor Bregantini.

La famiglia Iemma (Casabona – Calabria):

  • non riesce più a vendere le sue arance (concorrenza al ribasso nel mercato “globale” – prezzo insufficiente a coprire le spese pagato dalla grande distribuzione).
  • Giuseppe ricorre ad amici, parenti e conoscenti, portando le sue arance fino al Nord Italia nella speranza di venderle ai mercati generali.
  • Antonio si è trasferito a Varese a fare l’insegnante
  • in assenza di canali alternativi di vendita, presto Giuseppe lascerà la sua terra (700 piante di arance più altri ettari incolti)

Realtà circostante:

  • gli agricoltori della zona sono tutti anziani e non interessati ad investire nella loro terra. I loro figli sono andati tutti via.
  • per interessi di ditte e amministrazioni locali da anni il ponte che collega il podere degli Iemma con la statale viene costruito solo a metà, in modo che le prime intemperie lo demoliscano di nuovo e si possano richiedere altri contributi comunitari. Questo comporta moltissimi problemi all’atto del raccolto e del caricamento delle arance sul camion.

Nel Novembre 2007 due GAS ( CamBioLogica e GAOS) e il Monastero di Vallechiara (ex produttore bio) acquistano 180 casse e altre 100 vengono acquistate da alcuni gas del nord Italia.

Il progetto inizia coordinato dal GAS CamBioLogica nella persona della referente, Federica.

Nel 2008 si continua più o meno nello stesso modo.

Nel 2009 i GAS coinvolti aumentano, e nasce il collegamento con la rete dei GAS romani.

Giuseppe e suo figlio Antonio vengono a Roma per verificare la possibilità di certificare il loro prodotto. La strada è difficile, l’appezzamento troppo piccolo per ricevere i contributi previsti dalla regione, ma la famiglia Iemma continua a cercare canali puliti per ottenere la certificazione biologica.

A Ottobre 2009 dopo i primi controlli favorevoli iniziano le pratiche per la certificazione che vengono seguite dalla sezione calabrese di Suolo e Salute, mentre l’aspetto tecnico è affidato all’azienda Intrachem Bio Italia.

Il coordinamento logistico non è affatto facile, le esigenze dei GAS diverse e alcune volte difficilmente conciliabili, ma con un grande lavoro di coordinamento da parte di Federica riusciamo a comprare tutti gli agrumi distribuendoli tra GAS del Lazio e un GAS di Rimini.

A Gennaio 2010 il resoconto degli acquisti parla di 14 GAS coinvolti e di tutta la produzione assorbita nella sola Roma.

Nel 2011 la situazione aggiornata è la seguente:

  • la famiglia Iemma ottiene la certificazione biologica;
  • la coltivazione bio aumenta la produttività dell’aranceto;
  • Antonio, il figlio di Giuseppe, si sta facendo sempre più carico di seguire il progetto. Grazie alle sue continue sollecitazioni il Comune di Crotone ha dato il via al rifacimento del ponticello che rende possibile l’accesso del camion nella loro campagna;
  • in estate subiscono un furto in campagna, vengono portati via tutti i costosi prodotti per le cure del biologico; chi lo ha fatto ha voluto lasciare chiari segni per farsi riconoscere, ma le autorità locali si sono rifiutate di fare i dovuti sopralluoghi essendo l’importo rubato inferiore a quello per i rilievi della scientifica;
  • il biologico sta dando loro tantissime soddisfazioni, anche inaspettate. Scrive Antonio: “Il dottore agrario si è espresso molto positivamente circa la potatura e la conduzione generale del frutteto. Preziosi sono stati i suoi consigli riguardo la quantità d’acqua e la direzione finale dell’aratura per poter favorire il drenaggio dei ristagni d’acqua. A tal proposito abbiamo acquistato un grip, un aratro capace di arrivare a profondità di 50/60 cm favorendo la fertilità del terreno”.
  • a Roma Federica di CamBioLogica ha iniziato a lavorare con la cooperativa sociale La Nuova Arca, che si propone anche come riferimento per il produttore e per i GAS romani nella gestione del progetto, in modo da semplificare le consegne ai vari GAS ed evitare a Giuseppe di fare ogni volta un pesante viaggio con le sue arance per i vari punti di scarico di Roma.
  • la famiglia dice che sarebbe contenta di contribuire a far lavorare i ragazzi impiegati nell’agricoltura solidale e risolvere (forse) il problema di far viaggiare sempre Giuseppe con le sue arance, che arriverebbero in un unico luogo per poi poter essere distribuite più facilmente ai vari gruppi.
  • dalla seconda consegna del dicembre 2011 si inizia quindi a proporre un solo punto di scarico presso la Cooperativa Sociale La Nuova Arca.
  • il contributo dei GAS che aderiscono al progetto è di 3 euro a cassetta, per le spese di scarico e consegna ai vari GAS di Roma.

Il 28 Ottobre 2012 Antonio Iemma viene a Roma per condividere lo stato del progetto con i suoi sostenitori e li ringrazia di avere accolto le esigenze della sua famiglia proponendo la consegna in un unico luogo perché:

  • sarà più economica;
  • semplificata rispetto alla consegna in strada;
  • permetterà a Giuseppe di non seguire ogni volta le sue arance;
  • faciliterà la fatturazione che verrà fatta ad un’unica entità e non più a tanti GAS, semplificando anche la gestione successiva del recupero crediti (che nel passato ha dato non pochi problemi a Filomena, moglie di Giuseppe);

Per sostenere questa modalità la famiglia Iemma decide di contribuire con 1 euro a cassetta alla retribuzione del lavoro necessario per ogni consegna e successiva distribuzione ai GAS su Roma.

Raccolto 2013

A causa delle condizioni climatiche si effettuano due sole consegne invece delle tre previste e si tirano le somme sui risultati raggiunti:

  • è stato attivato un vero e proprio circuito virtuoso di Altraeconomia tra il produttore, la cooperativa sociale che fornisce il lavoro di logistica e di distribuzione e i GAS interessati;
  • una realtà di agricoltura locale che stava fallendo grazie all’economia di mercato e quindi portando ad un nuovo abbandono della terra è nata a nuova vita;
  • la produzione è finalmente certificata Bio e nessun prodotto chimico viene più dato al terreno e alle piante.
  • la famiglia Iemma riesce a ricavare un sostentamento dal suo lavoro;
  • Antonio Iemma sta pensando di tornare a casa per aiutare il padre da vicino pur continuando a fare il maestro elementare. Nel frattempo ha studiato agricoltura biologica e aiuta il padre;
  • le amministrazioni locali sono state costrette a riconoscere l’importanza della loro realtà e a costruire il ponte che li collega alla statale;
  • la cooperativa La Nuova Arca riesce ad avere un contributo per l’assunzione a tempo pieno di un lavoratore agricolo prima solo stagionale.

2014

La maggior parte dei GAS coinvolti nel Progetto Arance Calabresi danno vita ad “ARIA”(Agricoltura Responsabile per l’Integrazione e l’Ambiente) che è:

  • una Società Agricola Biologica
  • una Cooperativa Agricola di Lavoro
  • una Cooperativa Agricola di Conferimento
  • una Cooperativa Sociale
  • un’Impresa che nasce dal Basso essendone Soci gli stessi GAS e i consumatori critici

Questo consente ai protagonisti del progetto di mettersi al servizio dello stesso in una modalità nuova e si invita il produttore a venire a Roma il prossimo 11 Ottobre  per discuterne le forme.

A seguire il resoconto dell’incontro.

Sabato 11 Ottobre, in un caldo e piacevole pomeriggio autunnale, abbiamo incontrato Antonio Iemma.

Grazie allo spontaneo contributo di alcuni presenti, i lavori hanno preso avvio sotto i migliori auspici, con una merenda campagnola a base di dolci e caffé!

Subito dopo abbiamo ascoltato un accurato aggiornamento sull’agrumeto che ha messo in evidenza un’incredibile crescita esperienziale da parte della famiglia Iemma per quanto concerne le tecniche agronomiche. 

Il biologico, a cui inizialmente abbiamo indirizzato noi la produzione, ha richiesto nel tempo una diversa preparazione, l’osservazione attenta sul campo delle piante e dei tanti organismi che abitano l’agrumeto ha assunto un ruolo prioritario; Antonio ha dotato il suo telefono di un microscopio che gli permette di scattare foto dettagliate delle foglie da inviare al tecnico agrario, in questo modo riesce a monitorare le malattie e a lavorare per prevenire.

Il biologico oggi è diventata una scelta consapevole.

Sono stati impiegati già insetti antagonisti nell’agrumeto e altri se ne vogliono richiedere (devono essere autorizzati) per utilizzare sempre meno trattamenti che, anche se consentiti, incidono comunque sull’ambiente e sulle “tasche”; l’assenza di sostanze nocive per gli artropodi ha sviluppato singolari fenomeni, oggi le tarantole, tipiche di quella zona, ricoprono con le loro ragnatele talmente tanto le piante da impedirne l’accesso alla nociva mosca!

Antonio ha ribadito la sua volontà di tornare in Calabria per affiancare sempre più Giuseppe nella conduzione dell’agrumeto, ora gli aspetti tecnici e amministrativi sono già di sua competenza e non solo, anche le tappe fondamentali della cura dello stesso lo vedono presente o perché avvengono nei due mesi estivi in cui è in Calabria o scendendo appositamente da Milano.

Il prossimo anno dovrebbe arrivare il tanto sospirato ruolo e allora potrà chiedere finalmente il trasferimento e lavorare al progetto di trasformare l’azienda in una fattoria didattica. Allora l’obiettivo da perseguire insieme non sarà più solo quello di rendere sempre più sostenibile il loro lavoro, ma anche quello di contribuire per far rivivere il territorio che ospita il nostro progetto e le sue tipicità; il “famoso” ponte che ogni anno mette a rischio il trasporto delle arance continua ad essere un problema anche perché nessun altro ha necessità di usufruirne e forse a qualcuno scoccia che sia utilizzato per fini commerciali.

Al momento abbiamo così ragionato su come utilizzare al meglio la terra già disponibile ed è stata accolta con piacere la proposta di impiantare un castagneto che non richiedendo tanta acqua quanto ne vogliono gli agrumi potrebbe trovare in azienda un terreno fertile (altrimenti bisognerebbe scavare un pozzo).

L’ipotesi è di investire in circa 20 piante di castagno, i GAS presenti si sono proposti di contribuire all’acquisto sostenendo così l’avviamento di una nuova coltura in una terra bisognosa di tornare ad investire sull’agricoltura e sui suoi giovani.

La produzione quest’anno sembra molto buona, si spera di riuscire a fare tre consegne a partire dalla metà di Novembre per cercare di evitare di ricevere i primi frutti non ancora troppo maturi come lo scorso anno. Si è rinnovato l’invito a non raccogliere le arance con la pioggia per non mettere in pericolo la conservazione dei frutti e si sono condivisi i motivi che hanno portato a farlo lo scorso anno.

Per il trasporto la soluzione migliore risulta ancora essere quella di affidare tutto ad una ditta e di riempire il camion per ammortizzarne i costi (17 pedane da 56 cassette).

Questo sistema ha consentito di approfondire la conoscenza di quella che da tempo è stata ritenuta la ditta più affidabile evitando di far viaggiare Giuseppe con le arance e ha anche permesso di affrontare i problemi relativi al ponte sulla fiumara con più serenità; Vincenzo, il trasportatore, negli ultimi anni ha contribuito spesso a cercare soluzioni quando il passaggio è stato spazzato via dall’acqua fino a gestire vere e proprie emergenze che un qualunque corriere non avrebbe preso in carico.

Lo scarico delle 17 pedane avverrà presso la Cooperativa ARIA consentendo ai GAS di poter pattuire anticipatamente la consegna presso la propria sede.

Le buone notizie relative alla produzione hanno creato da una parte grande soddisfazione, dall’altra hanno interrogato i presenti sulla necessità di allargare il progetto a sempre nuovi sostenitori per riuscire a garantire alla famiglia Iemma l’acquisizione di  tutta la produzione; condivisa è stata, infatti, la difficoltà a raccogliere adesioni per il secondo e terzo scarico quando le persone cominciano a sentire oneroso l’impegno di proporre e distribuire le arance nei loro sottogruppi.

L’idea è così di sollecitare i gasisti a diffondere il progetto tra parenti, amici e conoscenti e tra le realtà solidali con cui sono in contatto, botteghe, scuole, associazioni per vivere serenamente l’ottima notizia che ci saranno tante arance!

I GAS che hanno già rinnovato la loro adesione al progetto sono:

  1. CamBioLogica
  2. Torrino/Decima
  3. GAOS
  4. Semi di sapere
  5. GASPAR8
  6. GAStello
  7. GAS di Mezzo
  8. GASSIAMO
  9. Roma II
  10. GAS Città dell’Utopia San Paolo
  11. GAS Prati
  12. GASS/Quadraro
  13. Ostia
  14. Nuova Armonia
  15. Tor de Cenci
  16. Sale in Zucca
  17. GASLO’

 

Autore dell'articolo: Adriano